Bioplastica: il biodegradabile nasce con i funghi

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Una nuova bioplastica che nasce da funghi e scarti agricoli: è Mogu, un esempio creativo di economia circolare nato dal progetto di 4 giovani italiani

Bioplastica, l’alternativa biodegradabile al petrolio

È una bioplastica che non solo fa a meno del petrolio, ma stimola anche lo sviluppo di un’industria a rifiuti zero: Mogu (parola che in lingua cinese significa “fungo”) è un progetto che nasce dall’unione di una start up italiana, la Mycoplast, e una olandese, la Mycotirial e dall’idea di 4 giovani che hanno deciso di sfruttare la loro laurea in ingegneria per creare una plastica biodegradabile a partire dagli scarti della produzione alimentare.

Un’idea di marketing “verde” che nasce con l’intento di contrastare uno tra i più grandi problemi ambientali della società odierna: lo smaltimento della plastica. Secondo le ultime stime (dati Plastic Europe), infatti:

  • la produzione della plastica a livello globale è in costante aumento: dal 1950 ad oggi è passata da 1,5 milioni di tonnellate annue a 288 milioni di tonnellate nel 2012, con un tasso medio annuo di crescita dell’8,7% (ne abbiamo parlato anche nell’articolo “Materie plastiche: i big del petrolio impongono le loro regole”);
  • in Europa, in particolare, nel 2011 la produzione di plastica si è attestata quasi a 60 milioni di tonnellate, pari a circa il 21% dell’intera produzione mondiale;
  • la produzione di plastica assorbe l’8% della produzione mondiale di petrolio e questo significa che al ritmo di crescita attuale il mondo produce 240 milioni di tonnellate di plastica all’anno di cui solamente il 3% viene riciclato (in altre parole 96% della plastica prodotta a livello mondiale non viene riciclata);
  • circa la metà della quantità di plastica prodotta annualmente viene impiegata per produrre articoli monouso o imballaggi che vengono buttati entro l’anno;
  • la produzione mondiale della plastica sta crescendo al ritmo del 3,5% all’anno e questo significa che ogni 20 anni la quantità di plastica prodotta potrebbe raddoppiare.

 

Come funziona Mogu, la bioplastica 100% compostabile

Il punto di partenza nella produzione della bioplastica Mogu sono i funghi. La parte più conosciuta dei miceti è senza dubbio quella esterna: pochi sanno che la maggior parte della loro massa si trova invece in una fitta rete sotterranea (detta micelio) che si comporta come “un’autostrada biomolecolare”, sviluppando un’insieme colloso di filamenti che uniti vanno a formare un nuovo materiale dalle caratteristiche molto simili a quelle della plastica. Questo processo può essere attivato a partire da diverse materie prime: dalla paglia di grano o di riso alla segatura, dai fondi di caffè alle bucce di pomodoro o di uva…

Federico Maria Grati, uno degli ideatori del progetto, afferma, infatti: “Il processo è semplice, poiché avviene a temperatura e pressione ambiente, in modo quasi artigianale e del tutto naturale: una volta sterilizzati gli scarti alimentari, per eliminare altri microrganismi che potrebbero entrare in competizione con il nostro fungo, si introducono le spore del micete e si lasciano crescere per una decina di giorni. Il materiale ottenuto viene tritato e stampato nella forma desiderata, poi essiccato in stufa per devitalizzare il fungo”.

Dal momento che i funghi sono composti da chitina (uno dei principali componenti dell’esoscheletro degli insetti e di altri artropodi, dopo la cellulosa, la chitina è il più abbondante biopolimero presente in natura), il materiale che si ottiene è una “plastica” biodegradabile vellutata al tatto, flessibile, leggera, ignifuga e idrorepellente.


Vantaggi e impieghi della bioplastica

I vantaggi nell’utilizzo della bioplastica prodotta attraverso i funghi sono molti:

    • è economicamente più competitiva rispetto polistirene e poly-foam;
    • ha un valore ambientale perché è realizzata con scarti di produzioni locali;
    • il processo di lavorazione è totalmente naturale e avviene a freddo;
    • il materiale ottenuto è 100% compostabile.

Grazie a queste sue caratteristiche il Mogu può essere utilizzato in diversi settori:

      1. scatole
      2. stoviglie
      3. materiali per l’edilizia (esempio per sostituire le schiume)
      4. interni delle auto
      5. compost per il giardino
      6. oggetti di designer

 

bioplastica mogu

Bioplastica Mogu: le diverse applicazioni. Fonte: http://www.mycoplast.com/

 

Il vero vantaggio competitivo della bioplastica, comunque, è quello di attivare un’economia circolare: “Con la nostra tecnologia, le cantine possono usare gli scarti di uva per auto-prodursi gli imballaggi in cui contenere e trasportare le bottiglie di vino. In questo modo si abbattono i costi e si fa marketing verde”, sottolinea Grati.

La salvaguardia del nostro pianeta, insomma, parte dalla natura. Ancora una volta.

 

 

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