Bollette telefoniche a 28 giorni, a che punto siamo?

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Bollette a 28 giorni, a che punto siamo? Prima di rispondere a questa domanda facciamo un piccolo passo indietro per ricordare che, da più di un anno, i vari operatori telefonici hanno modificato i tempi del rinnovo automatico dei telefoni con le offerte ricaricabili. In pratica, invece della fatturazione mensile hanno ridotto i giorni, introducendo la bolletta a 28 giorni: si paga ogni 4 settimane.

Fatturazione a 28 giorni

In un anno, questa piccola modifica fa in modo che, gli operatori addebitino agli utenti non più 12 bollette, ma 13: il che comporta ai gestori un aumento degli introiti di circa l’8%, mentre molti dei consumatori, in realtà non si sono nemmeno accorti di questa trasformazione.

Negli ultimi mesi però, le bollette a 28 giorni sono diventate un tema caldo, tanto da avviare un braccio di ferro con il Garante delle comunicazioni e con l’Antitrust.

L’Agcom è infatti intervenuta stabilendo l’obbligo per i gestori di rispettare la fatturazione di periodicità mensile e quindi ritornare alla situazione originaria, sia per la telefonia fissa che per le offerte convergenti fisso-mobile (delibera 121/17/CONS). L’Antitrust ha addirittura sanzionato alcuni operatori, colpevoli di scarsa trasparenza. Sul tema si è espresso pure il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, dichiarando che la situazione deve essere messa a posto il prima possibile: “È chiarissimo che si tratti di una pratica commerciale scorretta”, ha risposto ai cronisti a margine di un’audizione alla Camera.

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Cosa sta per accadere

L’emendamento al decreto legge fiscale collegato alla manovra, depositato in commissione Bilancio, dovrebbe vietare agli operatori commerciali di emettere fatture con cadenza minore del mese. In questo momento, però, sembra che siano escluse le utenze business, le promozioni e le ricaricabili. In poche parole: stop alle bollette a 28 giorni? Si, anzi forse no.

La replica degli operatori

I gestori hanno giustificato la loro operazione in modo semplice. Secondo loro, le bollette a 28 giorni sono un vantaggio per il cliente rispetto a quella mensile. Un vantaggio perché, avendo la maggior parte degli utenti un numero limitato di telefonate, messaggi e dati per la navigazione, in 30 o 31 giorni avranno una probabilità alta di terminare le proprie disponibilità ed andare incontro a delle spese aggiuntive o addirittura restare isolati senza chiamare, navigare e inviare messaggi. Insomma, uno scenario apocalittico che in 28 giorni di fatturazione non avverrebbe, perché cala in modo significativo la probabilità che il cliente termini la propria disponibilità di telefonate, messaggi e gigabyte per la navigazione.

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Vodafone fa il primo passo indietro

Intanto Vodafone ha annunciato di tornare alla fatturazione mensile. L’AD Aldo Bisio ha dichiarato:

“Nell’aprile del 2016 abbiamo ridotto il ciclo di fatturazione e nei fatti aumentato i prezzi. Era un’operazione legittima in un sistema di mercato liberalizzato, dove i prezzi sono tra i più competitivi d’Europa. Alla luce dell’attenzione posta dal Governo e dalle Autorità, ci siamo resi conto che abbiamo sottovalutato un elemento importante che ci lega ai clienti, la trasparenza. Abbiamo dunque deciso che ritorneremo al ciclo di fatturazione precedente. Sono investimenti ingenti, abbiamo avviato i lavori, e lo faremo rapidamente”.

Si può chiedere il rimborso per la cifra versata in più?

Le legge prevede la facoltà di recedere dal contratto e, insieme al recesso, si può inviare una richiesta di rimborso per la cifra versata in più per le bollette a 28 giorni già pagate, ma sembra che manchino i riferimenti ai rimborsi retroattivi. Tradotto, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato.

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Noi di Risparmio Virtuoso siamo sempre stati attenti a ciò che accade nel mondo della telefonia e della rete. Già tre anni fa, con una nostra ricerca abbiamo dimostrato che in quasi sette casi su dieci, le aziende italiane si vedono recapitare bollette telefoniche che contengono errori di fatturazione, nell’applicazione dei piani tariffari, nel mancato calcolo degli sconti sui canoni o nella mancata applicazione delle specifiche opzioni richieste dagli utenti.

Come allora, ripetiamo: presta la massima attenzione alla fatture che ricevi e cerca di capire se le voci di spesa sono trasparenti e chiare. Se poi vuoi risparmiare sui costi della bolletta aziendale, con la nostra aggregazione virtuosa possiamo raggiungere il risultato garantendo la qualità del servizio.

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