Diesel killer, eccesso di emissioni

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I motori diesel emettono più CO2 del previsto

È questa la settimana della mobilità sostenibile che si celebra in tutta l’Unione Europea fino al 22 settembre. E proprio mentre proviamo a sensibilizzare le persone su come ridurre gli impatti ambientali sociali ed economici generati dai veicoli privati arriva l’esito dello studio “Impact of excess NOx emissions from diesel cars on air quality, public health and eutrophication in Europe”, pubblicato in questi giorni su Environmental Research Letters da un team di ricercatori del Meteorologisk institutt norvegese, dell’International institute for applied systems analysis (Iiasa) e della Chalmers Tekniska Högskola svedese.

Le emissioni di NOx (sigla che identifica collettivamente tutti gli ossidi di azoto e le loro miscele) delle vetture diesel su strada sono 4-7 volte più elevate rispetto ai test di certificazione ufficiali. I comandi moderni dei motori, infatti, secondo la ricerca sarebbero stati ottimizzati dai produttori per i test specifici di laboratorio, ma su strada le performance non sono uguali. Questo significa che nell’aria ci sono quantità di NOx più elevate, causa anche di morti premature attribuibili al particolato fine emesso da auto, furgoni e veicoli commerciali leggeri diesel. E l’italia con 2810 decessi ha il triste primato di vittime; questo a causa dell’elevata percentuale di auto immatricolate a motore diesel, che emettono più anidride carbonica di quella a benzina. Seguono in questa nera classifica la Germania (2.070) e la Francia (1.430). Sempre secondo lo studio, se i veicoli diesel avessero avuto emissioni basse come quelli a benzina, si sarebbero potuti evitare i tre quarti dei decessi prematuri, pari a circa 7.500 all’anno in Europa e a 1.920 in Italia.

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Un grosso deficit tutto a carico della nostra salute

L’indagine ha preso in esame l’intero ciclo di vita di un motore diesel e avrebbe portato a concludere che le emissioni di CO2 sono superiori di 3,65 tonnellate rispetto a quelle di un motore a benzina. Risultato che sorprende poiché il diesel emette meno anidride carbonica del motore a benzina al tubo di scappamento, ma sfugge la considerazione dei biossidi di azoto. Non basta, il processo di raffinazione per ottenere gasolio e la lavorazione dei materiali utilizzati per produrre il motore diesel sono tutti energicamente più dispendiosi: insomma un grande deficit a carico della salute nostra e dell’ambiente.

Abbiamo già parlato in queste pagine dell’auto ibrida pochi mesi fa e anche della carbon footprint, tutti argomenti che rimangono molto attuali. Proprio sul tema auto abbiamo visto che le Marche sono la prima regione con il maggior numero di autoveicoli ad alimentazione alternativa circolanti e che se dovessimo scegliere guardando il mezzo che inquina di meno dovremmo considerare l’auto ibrida. Ecco, alla luce di questa ricerca ribadiamo ancora una volta quando sia importante capire quanto la nostra vita con le nostre azioni impattino sul pianeta.

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Le emissioni di anidride carbonica entrano nel bilancio dello Stato

Pure le istituzioni stanno facendo la loro parteAbbiamo poco tempo accolto con piacere la notizia della riforma del bilancio dello Stato (legge n. 163/2016) che ha introdotto un riferimento agli indicatori di benessere equo e sostenibile nei documenti di programmazione economica e di bilancio. Sono dodici gli indicatori (i Bes) previsti nello schema di decreto che ha già incassato il parere positivo della Commissione Bilancio della Camera e quella del Senato, seppur con alcune considerazioni (il Governo e il ministro dell’Economia che firma il provvedimento, ora dovranno valutare la possibilità di recepimento nel testo finale). L’Italia potrebbe così diventare il primo paese europeo e del G7 a inserire indicatori del benessere nella programmazione economica. Indice di povertà assoluta; speranza di vita in buona salute alla nascita; eccesso di peso; uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione; rapporto tra tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli; indice di criminalità predatoria; indice di efficienza della giustizia civile; indice di abusivismo edilizio, reddito medio disponibile aggiustato pro capite; indice di disuguaglianza del reddito disponibile; emissioni di CO2 e altri gas alteranti; tasso di mancata partecipazione al lavoro sono gli indicatori scelti. Gli ultimi quattro sono stati recepiti in via sperimentale nel Documento di economia e finanza 2017.

In questa partita siamo tutti in gioco e dobbiamo impegnarci per mantenere e migliorare la nostra qualità della vita, sempre più legata allo stato del nostro pianeta.

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