Off-grid: è possibile staccarsi dalla rete?

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Vivere off-grid è possibile: essere completamente autosufficienti dal punto di vista energetico non è più un’utopia. Off-grid, però, significa non solo essere indipendenti dalle infrastrutture energetiche pubbliche ma anche non possedere alcun impianto fognario, alcuna linea telefonica o allaccio ai gasdotti. Insomma, niente bollette da pagare. Certo, si tratta di una soluzione di non facile applicazione, ma che nel lungo periodo è in grado di garantire un risparmio elevato, oltre alla soddisfazione e alla consapevolezza di essere completamente autonomi e altamente eco-sostenibili.

Ma quali sono le soluzioni tecnico-ingegneristiche per poter costruire una casa totalmente off-grid? Per l’approvvigionamento della corrente elettrica viene spesso realizzato un impianto a turbine eoliche o a pannelli solari; sfruttando l’energia del vento e del sole si può, infatti, stare al di fuori della “rete”. Naturalmente, è bene pensare alle giornate prive di vento o buie: in questo caso, può tornare utile l’idrogeno, che viene “convertito” attraverso un elettrolizzatore, strumento che scinde, grazie all’impiego dell’energia solare, le molecole dell’acqua piovana e permette di ottenere energia da reintrodurre nel sistema o da conservare in bombole a bassa pressione.

off-grid monsano marche ancona

Per quanto riguarda la rete fognaria, le acque di scarico, dopo essere state accumulate in una vasca IMHOFF vengono trasferite in una vasca fitodepurativa, dove diventeranno concime, mentre l’acqua residua dalla separazione, divenuta pulita e inodore, può essere utilizzata – per esempio – per scaldare le serpentine presenti all’interno dei muri radianti e quindi scaldare l’abitazione. In estate, invece, l’aria condizionata può essere ricavata attraverso il solar cooling: i pannelli fotovoltaici riscaldati dai raggi solari fanno salire di temperatura l’acqua che, arrivata a 80 gradi, fa entrare in azione una cella frigorifera, che corre lungo le serpentine e rende più fresche le pareti. Naturalmente per internet e, allo stesso modo per la linea telefonica, è sufficiente appoggiarsi a una rete Wifi libera se presente, oppure navigare con una chiavetta USB e sfruttare i servizi Voip o software come Skype.

Le prime realtà off-grid in Italia

Insomma, la vita off-grid, con qualche piccolo accorgimento, è già possibile e naturalmente anche conveniente. Un calcolo iniziale e parziale parla di circa 4.000 euro l’anno di risparmio per chi decide di uscire dalla rete. Ma c’è chi l’ha messa in pratica? In Italia, il primo caso di abitazione completamente fuori dalla rete, riguarda proprio la nostra regione. A Monsano, nella provincia di Ancona, infatti, è sorta la prima casa indipendente da fonti fossili inquinanti, dalla fornitura di gas tradizionale e della rete elettrica nazionale. Il tutto è stato reso possibile da un’azienda locale, la Energy Resources, che ha dimostrato come sia possibile non dipendere più dal petrolio utilizzando la tecnologia green. Nella casa di Monsano, infatti, viene prodotta energia a impatto zero, completamente pulita, senza che vi sia bisogno di ricorrere a reti o intermediari, né di fare riferimento a filiere di distribuzione. A San Zeno, in provincia di Arezzo, invece, è stata creata La Fabbrica del Sole, la prima cooperativa italiana totalmente off-grid.

Insomma, stare al di fuori delle reti è possibile, ma ad alcune condizioni: risulta indispensabile, infatti, procedere a una pianificazione attenta e approfondita, che presupponga una indagine del territorio e della piovosità, oltre – ovviamente – a tutte le autorizzazioni del caso. Noi ci crediamo come al solito. Un futuro pulito e sostenibile, dove l’attenzione all’ambiente ripaga con un risparmio impensabile prima d’ora sulle forniture energetiche. Perché anche questo è #risparmiovirtuoso!

2 Comments

  • Rispondi aprile 3, 2017

    arthemis

    a parte singoli esempi, non mi pare molto “sostenibile” su larga scala una soluzione in cui ciascuna utenza ha la propria produzione e il proprio accumulo .. a meno di non ricoprire di casette con FV tutto il territorio italiano ovviamente e non lasciare più spazio all’agricoltura e al resto.

    • Rispondi aprile 3, 2017

      Carlo

      grazie per il suo commento Diana. La sua osservazione è giusta, anche in questo caso l’unione fa la forza. Le singole utenze non possono avere propria produzione o accumulo, ma attraverso un piano energetico cittadino vanno individuati degli isolati o agglomerati di case. In ogni caso le nuove lottizzazioni potrebbero prevederlo

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