Emergenza Climatica: le istituzioni devono devono agire ora!

In queste settimane c’è chi chiede a gran voce che le istituzioni dichiarino lo stato di emergenza climatica e ambientale. Se ne parla non solo in Europa, ma un po’ in ogni continente. Sembra l’argomento del momento, ma cosa si intende di preciso con stato di emergenza climatica e ambientale? Quali effetti concreti sortirebbe tale dichiarazione?

Secondo i giovani di Fridays For Future, ispirati da Greta Thunberg, la dichiarazione dello stato di emergenza climatica impegna le istituzioni, ad ogni livello, a mettere in campo ogni strategia possibile per ridurre le emissioni di CO2. L’obiettivo è quello di contenere entro 1,5°C il riscaldamento globale e per farlo è necessario azzerare le emissioni entro il 2030.

Uno dei primi effetti della dichiarazione di emergenza sarebbe l’abbandono totale, entro 11 anni, dei combustibili fossili. Come arrivarci? Passando per la valorizzazione delle rinnovabili: serve un piano di investimenti e incentivi che consentano alle imprese e alle famiglie di affrontare la transizione ecologica. Utile è anche promuovere stili di vita virtuosi, ma la responsabilità non dev’essere scaricata sulla buona volontà dei cittadini. La politica deve afferrare il toro per le corna, senza un’azione globale e coordinata, non c’è speranza per il futuro.

Emergenza climatica

Sulla carta tutti i Paesi concordano sulla necessità abbattere le emissioni, ma pochi stanno prendendo i provvedimenti necessari. Attualmente solo il Regno Unito e l’Irlanda – grazie alle pressione di Extinction Rebellion – hanno dichiarato l’emergenza. Sono invece diverse le città in Canada, Australia, Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera ad aver dichiarato l’emergenza.  Tra queste ci sono città importanti come Londra, Basilea, York, San Francisco, Melbourne ed Edimburgo.

In Italia il Senato ha bocciato le proposte delle opposizioni che chiedevano esplicitamente la dichiarazione di stato di emergenza. Ancora una volta la politica nostrana si è dimostrata non all’altezza della situazione. A poco serve professarsi amici della natura, se poi non vengono prese serie decisioni a tutela del Pianeta.

Una buona notizia arriva invece da Milano. Il capoluogo lombardo è infatti la prima grande città italiana ad aver approvato un documento per dichiarare l’emergenza climatica. L’amministrazione milanese si è quindi impegnata “a predisporre entro sei mesi iniziative per la riduzione delle emissioni e per l’introduzione di energie rinnovabili, per incentivare il risparmio energetico nei settori della pianificazione urbana, nella mobilità, negli edifici, nel riscaldamento e raffreddamento, sviluppando ulteriormente il progetto di riforestazione urbana già in atto“. Altri capoluoghi di provincia ad aver seguito l’esempio milanese sono le città di Padova, Napoli e Lucca e c’è da augurarsi che tante altre siano altrettanto lungimiranti.

Cosa fare per incoraggiare le istituzioni ad agire?

Molte associazioni si stanno mobilitando per chiedere a tutti i sindaci di dichiarare l’emergenza climatica. Dal più piccolo comune di provincia alla più grande metropoli, è fondamentale che venga presa una posizione chiara. Per noi di Risparmio Virtuoso è fondamentale che le istituzioni sostengano le imprese nella necessaria transizione ecologica. Per questo attraverso l’Associazione Amici di Risparmio Virtuoso saremo a fianco di chiunque altro creda che le istituzioni debbano intervenire urgentemente per arginare il riscaldamento globale e dare una speranza alla generazioni future.

Chiunque di noi può presentare al sindaco del proprio comune la Richiesta di dichiarazione di emergenza climatica e ambientale, seguendo il modello scaricabile QUI e adattandolo alla propria realtà. Non restiamo con le mani in mano, è tempo di AGIRE!

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